Massimo Fancellu

Coaching per il team

La famiglia è il primo Team d'eccellenza, a patto che...- Massimo Fancellu

La famiglia è il primo Team d’eccellenza, a patto che…

Una domanda a bruciapelo: secondo te, qual è il team più importante nella vita di ciascuno?
Lo staff di lavoro? I compagni di squadra? I colleghi di volontariato?...
No, dai, vai oltre, forse come a tanti, sfugge anche a te, ma c'è un team di cui tu fai parte da molto prima di tutti questi...
A volte, infatti, ci dimentichiamo del team più essenziale della nostra vita, quello a cui tutti noi apparteniamo: la famiglia.

Il team familiare, infatti, può essere davvero il luogo in cui sperimentare tutta la forza, l'unione e i vantaggi del far parte di un gruppo.  
Questo, però, a patto che si viva la famiglia come un team.
A volte, infatti, incomprensioni, indifferenza e prevaricazioni presenti nel gruppo familiare compromettono la bellezza e il benessere che derivano dal condividere e crescere assieme alle persone care.  

Forse ti stai chiedendo: ma cosa serve perché la famiglia sia un vero team e non un'accozzaglia di persone disgregate fra loro? 

Perché l'idea di fare una sessione di Team coaching a casa?

Oggi voglio raccontarti l'esperienza di una sessione di Team coaching molto speciale: quella fatta a casa, qualche anno fa, con mia moglie e mia figlia.

Durante un corso su Team & Group coaching di Future Coaching Academy a cui ho partecipato nell'autunno 2014, abbiamo parlato, fra l'altro, di come sia possibile usare anche in famiglia alcune delle tecniche e degli approcci proposti da questo modello di Team coaching. .

Una possibilità che mi ha incuriosito parecchio: perchè non provare a sperimentarlo anche con la mia famiglia, mi son chiesto, se è utile per vivere più sereni e benestanti in casa?
Detto fatto, un pomeriggio d'estate ho coinvolto (giuro, senza la forza!) mia figlia (8 anni, in quel periodo) in un momento di riflessione collettivo sulle nostre scelte familiari. 

D'accordo con mia moglie, abbiamo chiesto alla bambina se avesse voglia di fare un gioco, per conoscerci meglio e crescere insieme ancora più uniti: ha accettato con entusiasmo, ed è stato l'inizio di un bellissimo incontro familiare.

Ogni famiglia ha uno scopo che va trovato e seguito 

A turno, perciò, io, mia moglie e nostra figlia abbiamo ricordato almeno un momento in cui ci siamo sentiti davvero felici nella nostra vita familiare (naturalmente, ciascuno di noi ha raccontato l'episodio/la situazione che più lo ha coinvolto emotivamente in positivo, secondo il suo punto di vista).

Dopo aver ripercorso insieme questi momenti, abbiamo riassunto in una piccola lista di parole-chiave lo stato d'animo, l'approccio che avevamo in quelle situazioni gioiose. 

Questa elaborazione ci ha permesso così di trovare e scrivere, nero su bianco, la missione con cui ci sentivamo di identificarci come famiglia:

"Giochiamo per vivere insieme felici"

Se tu dovessi capitare a casa mia, puoi vedere Il foglio con la nostra missione familiare scritta a stampatello dalla nostra figliola bene in vista in uno scaffale della cucina.
Sai perchè lo teniamo così a tiro di sguardo?
Lontan dagli occhi, lontan dal cuore si usa dire. Per questo, ogni giorno riguardare quella breve frasetta ci aiuta e ci ispira a relazionarci in famiglia secondo questo principio.  

Per cambiare, partiamo dal capire cosa ci soddisfa e cosa no 

Ma l'incontro di coaching familiare non è finito col trovare  il nostro scopo come famiglia.
Infatti, subito dopo ho chiesto alle "mie due donne" (grande e piccola) di giocare ancora assieme con dei post it: in alcuni, ciascuno di noi ha scritto cosa dello stare in famiglia ci piaceva, ci dava soddisfazione, ci faceva stare bene; in altri, invece, abbiamo indicato cosa ci faceva stare male, cosa ci creava disagio.  

Lo ammetto, ci vuole un bel po' di sincerità e di disponibilità per far emergere con schiettezza ciò che va e, soprattutto, ciò che non va.
Ti posso però assicurare che, se sei disposto a metterti in gioco, i benefici possono davvero essere tanti e importanti.

Guarda caso, è stata proprio mia figlia, con il candore e la spontaneità tipica dei suoi anni, a dare stimoli molto utili a me e a mia moglie.
Il più prezioso? Il suo bisogno di vivere il rapporto con noi con più gioco e leggerezza (qualità che, effettivamente, proprio in quel periodo stavano un po' venendo a mancare). 

Chiedere agli altri membri del team, un atto potente e liberatorio

Il gioco dei bigliettini si è poi concluso con le richieste che ciascuno di noi ha fatto agli altri. Un invito a dimostrare con le parole e i fatti una maggiore sensibilità e attenzione alle aspettative dell'altro. 

Ti domando: sei sicuro di sapere davvero cosa gli altri si aspettano da te, specialmente i tuoi figli? Certamente, un'idea di cosa mia figlia Valentina si aspettasse da me me l'ero pure fatta, ma non avevo certezze. Vedermelo dire direttamente da lei, col suo post it, mi ha reso di sicuro molto più consapevole e ha aggiunto delle informazioni importanti a ciò che pensavo, però. 

Nei post it sono finite, così, le qualità, le virtù che ci siamo riconosciuti a vicenda mentre su altri memo abbiamo riportato gli aspetti su cui chiedevamo all'altro di cambiare comportamento per il futuro. 
Alla fine della fiera, il risultato è stato considerevole: io, mia moglie e mia figlia ci siamo sentiti più leggeri, contenti e motivati ad andare incontro ai bisogni espressi dall'altro. Anche perché, a onor del vero, va detto che le richieste sono state tutto sommato ragionevoli. 

Il pomeriggio di Team coaching casalingo è finito, poi, con un bell'abbraccio familiare.  

Anche l'impresa familiare è un Team che ha bisogno di uno scopo comune

La bellezza (e dolcezza) di questa esperienza mi ha fatto pensare alle tante imprese familiari in cui non si lavora e collabora più in armonia: perché il clima si è guastato, perché serpeggiano risentimenti reciproci o perché, appunto, si è perso di vista il senso, lo scopo dello stare assieme come famiglia e come gruppo di lavoro. Pur volendosi bene, si finisce così per non lavorare più allineati perché non si ha il coraggio di parlare, confrontarsi e, ove necessario, chiedere cambiamenti agli altri membri della famiglia-impresa.  

Probabilmente, anche in queste aziende ci sarebbe bisogno di scoprire o riscoprire uno scopo comune, uno scopo condiviso su cui sia possibile costruire insieme un progetto lavorativo concreto per il futuro.
Di solito, ci si arriva quando uno o più dei suoi membri, rendendosi conto che qualcosa non va e stufo di far finta di niente, innesca un processo per potersi chiarire e riformulare degli obiettivi comuni.  

Un processo che, senza dubbio, un percorso di Team coaching aiuta a realizzare concretamente.
E dove manca il Team coach? Beh, anche ove non c'è il supporto e l'esperienza di un Team coach, c'è una risorsa preziosa che un po' tutti dovrebbero riscoprire e mettere a frutto: parlarsi schiettamente
Il confronto chiaro e diretto, a carte scoperte, infatti, produce effetti potenti sulla coesione e collaborazione nel team, credimi! 

Massimo Fancellu
 

Sono un formatore e un Coach professionista specializzato nello sviluppo dei Team aziendali. Col mio metodo “TEAM IN 3 PASSI” aiuto i Team di lavoro che vogliono essere più efficaci ed efficienti. Questo in azienda significa lavorare con più affiatamento, maggior benessere e aumentare la produttività del gruppo.

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