Massimo Fancellu

Coaching per il team

Perché dovresti fidarti di te stesso - Massimo Fancellu

Perché dovresti fidarti di te stesso

La fiducia in sé stessi è un elemento prioritario, ma spesso trascurato, per vivere in equilibrio e benessere.  
Sin da piccoli, infatti, possiamo essere allontanati dal credere in noi stessi, dall'ascoltare ciò che il nostro io potenziale ci suggerisce.
Meno rimaniamo connessi col nostro autentico sentire profondo, meno siamo capaci di dargli retta, finendo per agire esclusivamente sulla base di input esterni, che non sempre però ci rappresentano.
E, soprattutto, che non ci aiutano a vivere bene

Quello che vedi nell'immagine più in basso è un piccolo cartello nel quale mi sono imbattuto "casualmente" la scorsa estate nella magnifica isola di Tavolara.
Impossibile per me non fotografarlo! Appeso accanto alla porta di una casetta deliziosa nel suo stile campestre e naif, questo breve messaggio, oltre a far facilmente intuire l'anima e la personalità di chi quella casa abita, ha il pregio di condensare, infatti, in poche, semplici parole una delle verità chiave per avere successo nella vita.  

Fiducia in sé stessi

Ha successo chi si fida di sé

Prova a ricordare un episodio in cui hai creduto nelle tue possibilità, fidandoti del tuo intuito: come ti sentivi?
Leggerezza, serenità e senso di appagamento sono lo stato d'animo che percepiamo quando agiamo in sintonia con ciò che sentiamo vero per noi.

Avere fiducia in sé stessi, infatti, è una competenza fondamentale per sentirsi soddisfatti di ciò che si è e di ciò che si fa. In questo sta il vero successo.

Non sono gli incredibili traguardi economici o di carriera (per quanto, con una buona fiducia in sé possa sicuramente essere più facile arrivarci), a determinare il proprio successo nella vita.
Come si spiegherebbe, infatti, l'insoddisfazione e il disagio manifestati da più di una persona con posizioni lavorative di prestigio o conti in banca assai corposi?

Come si finisce per non credere in sé stessi

Chi non si sente appagato nella vita spesso lo è per aver inseguito sogni, obiettivi, aspettative di qualcun altro (famiglia, scuola, ceto sociale, ambiente di lavoro, opinione pubblica, ad esempio...) trascurando, invece, di contare su sé stesso.  
Certamente, vivere una vita di paragoni ed emulazione degli altri significa, poco per volta, imparare sempre meno a fidarsi del proprio sentire, minare la propria autostima, ascoltare sempre meno le proprie reali aspirazioni. 

Questo, in particolare, al giorno d'oggi:  molte volte vedo che il modo di fare ed esprimersi di chi ci sta intorno non sostiene le persone ad affinare questa abilità di connessione interiore fondamentale. E ancora, non incoraggia ad ascoltare ed esprimere le proprie abilità.

I miti, i modelli, i luoghi comuni, i preconcetti, i dogmi, i "è giusto così" in cui ci si imbatte ogni giorno distraggono l'attenzione dalla propria bussola interna e conducono verso obiettivi e mete poco aderenti alla propria autenticità. E, quindi, poco adatti a farci vivere bene e soddisfatti.

Questo lo riscontro in particolare coi giovani che mi capita di incontrare in aula: ragazzi che, nell'era della globalizzazione, risentono forse in maniera più decisa delle spinte esterne all'omologazione. Senza facili retoriche o paternali, effettivamente vedo giovani generazioni che hanno meno fiducia in ciò che sono, meno allenate a credere nelle proprie potenzialità, meno salde nelle proprie radici. 

Alleniamoci a risintonizzarci 

Il mio intento, però, non è quello di cercare capri espiatori su cui scaricare le responsabilità di questo deficit di ascolto e connessione col proprio autentico valore. A poco servirebbe, d'altronde, se non si offrono prospettive per cambiare ciò che non va. 
Mi prefiggo, piuttosto, di offrire qualche spiraglio pratico per intervenire e invertire questo "laissez faire" poco utile e fruttuoso per la propria autorealizzazione. 

Innanzitutto, tutti noi (come genitori, famiglia, educatori, semplici conoscenti) possiamo fare molto per mantenere viva la spontanea fiducia dei bambini. Evitiamo di tarpare loro le ali ma mettiamoci invece in una posizione di ascolto e incoraggiamento. E, di sicuro, nel tempo avremo più adulti felici e sicuri di sé e meno gente insoddisfatta.

E per chi giovane o adulto lo è già? 
Niente è perduto! Infatti, va detto che ad imparare a fidarsi di sé stessi ci si allena. E, quindi, chi nel tempo ha perso questo allenamento  può sempre rimettersi in pista per recuperare. Anche perché l'entusiasmo e la fiducia sono contagiosi e diventa facile estenderli gradualmente ad ogni aspetto o situazione della propria vita.  
Ciò che è richiesto, però,  ad ogni occasione è la disponibilità a fermarsi per sentire sensazioni e intuizioni dentro di sé, anziché agire impulsivamente, sulla base di uno schema solito.

Ed infine, come ho già avuto modo di spiegare meglio nell'articolo "Scopo di vita, intuito e benessere vanno di pari passo", avere chiaro lo scopo della propria vita può veramente, concretamente essere la chiave d'accesso per rendere questo ritrovarsi più facile e spedito.  
Questo, naturalmente, se anche per te è valida la mia considerazione che "Il più grande obiettivo che puoi realizzare è realizzare te stesso"!    

Massimo Fancellu
 

Sono un formatore e un Coach professionista specializzato nello sviluppo dei Team aziendali. Col mio metodo “TEAM IN 3 PASSI” aiuto i Team di lavoro che vogliono essere più efficaci ed efficienti. Questo in azienda significa lavorare con più affiatamento, maggior benessere e aumentare la produttività del gruppo.

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